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Passo Lento
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Otto immagini per raccontare i terreni su cui lavoriamo: pareti, sentieri, cavi d'acciaio, boschi e neve. Le fotografie provengono da archivi a licenza libera e alcune ritraggono montagne diverse dalle nostre; autore e licenza di ciascuna sono nella pagina dei crediti.

Panorama serale sulle Tre Cime di Lavaredo con le pareti nord in ombra

Tre Cime al calare della sera

Le tre torri viste dal versante nord con la luce radente di fine giornata. È l'immagine più riconoscibile delle Dolomiti e anche la meta della nostra escursione lunga di stagione, che raggiungiamo partendo presto per trovare il posto ancora tranquillo.

Sentiero sassoso di montagna con il numero 123 dipinto sulla roccia come segnavia

Il numero del sentiero sulla roccia

Un segnavia dipinto direttamente sul sasso indica il percorso numero 123. Imparare a riconoscere questi numeri e a confrontarli con la carta è metà del lavoro dell'orientamento: la bussola serve dopo, quando i segni finiscono o la nebbia li nasconde.

Targa di una via ferrata accanto a una scala metallica fissata alla parete rocciosa

Targa e scala metallica su parete

L'inizio di una via ferrata: la targa con il nome dell'itinerario e i primi pioli infissi nella roccia. Da qui in avanti il collegamento al cavo non si interrompe mai, e ogni frazionamento si supera spostando un moschettone alla volta.

Prato verde di cresta sotto alte pareti dolomitiche in giornata limpida

Prato di cresta sotto le pareti

Erba corta e pietrosa a ridosso delle grandi muraglie dolomitiche, il terreno tipico dei nostri anelli di mezza giornata. Bello da attraversare a metà mattina, quando la rugiada si è asciugata e l'aria è ancora fresca.

Pascolo d'alta quota con mucche al pascolo e cime dolomitiche sullo sfondo

Pascolo d'alta quota con le mucche

Una malga in attività con gli animali al pascolo e le cime sullo sfondo: l'immagine dell'estate dolomitica. Passiamo accanto a pascoli come questo su più di un itinerario facile, tenendo la giusta distanza dagli animali e dai cani da guardiania.

Due escursionisti in cammino su un sentiero di ghiaione in fondo a una valle

Due escursionisti su un ghiaione

Il passo su ghiaia mobile richiede appoggi corti e bastoncini regolati più lunghi in discesa. In questo terreno il gruppo si dispone affiancato e non in fila indiana, per evitare che i sassi smossi da chi sta davanti colpiscano chi segue.

La conca di Cortina d'Ampezzo vista dall'alto con le cime tutt'intorno

La conca di Cortina vista dall'alto

Il paese disteso nel fondovalle con le cime che lo circondano da ogni lato. Da questa prospettiva si capisce perché quasi tutti i nostri itinerari partano dal centro: in trenta minuti di trasferimento si raggiungono imbocchi di sentiero molto diversi fra loro.

Ampio panorama dalla vetta con un'antenna e il sentiero che raggiunge la cima

Panorama aperto dalla vetta

Il momento in cui il sentiero finisce e la vista si apre su tutti i lati. È anche il punto in cui ci fermiamo più a lungo, perché la cima è a metà del lavoro: la discesa richiede gambe lucide e va affrontata con la stessa attenzione della salita.

Autore e licenza di ogni fotografia sono elencati nella pagina dei crediti fotografici.

Il Lago di Braies con piccoli ometti di pietra allineati sulla riva sassosa

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